Lombalgia

Lombalgia: sintomi cause e cure

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A seconda della sua durata, la lombalgia può essere definita cronica, sub-cronica o acuta: è cronica quando dura per più di tre mesi, è sub-cronica quando dura tra le sei e le dodici settimane ed è acuta quando dura meno di un mese e mezzo. In quest'ultimo caso si è soliti parlare anche di colpo della strega.

Quali sono le ragioni che determinano la comparsa della lombalgia? Una delle cause più comuni è rappresentata dalla sciatalgia, che consiste in un'infiammazione che interessa il nervo sciatico, ma molto frequenti sono anche le distorsioni, gli stiramenti e le contratture muscolari, vale a dire disturbi di entità non grave che coinvolgono la regione lombare. Tra i fattori di rischio che hanno un peso maggiore si segnalano lo stresso, il fumo e l'obesità, ma anche uno stile di vita sedentario. Condizioni fisiche complessivamente non buone possono favorire l'insorgere della lombalgia, la quale può essere dovuta anche a uno sforzo fisico non adeguato: si pensi a un allenamento sportivo più intenso del dovuto, oppure al sollevamento di un carico eccessivo. 

L'assunzione di una postura non corretta, a sua volta, è una condizione predisponente da non sottovalutare: è quel che avviene in soggetti che stanno per ore e ore davanti al computer ogni giorno, ma anche tra le persone che usano le scarpe con i tacchi alti per periodi molto lunghi. Occorre prestare attenzione, inoltre, alla propria casa: l'aria condizionata può avere ripercussioni negative, così come l'impiego di un materasso per il letto non adatto alla conformazione della schiena. Alcune cause della lombalgia sono peculiari del sesso femminile: è il caso della sindrome pre-mestruale e delle cisti ovariche, ma anche dei fibromi uterini e della malattia infiammatoria pelvica. 

Non si può dimenticare, d'altro canto, che sono numerose le patologie la cui sintomatologia include anche il mal di schiena: tra le altre, la scoliosi, l'osteoartrite, la sindrome miofasciale, l'appendicite e la malattia infiammatoria intestinale. Rientrano in questo elenco anche la fibromialgia, la stenosi spinale e la protrusione discale, fermo restando che la lombalgia può derivare anche dalla frattura di una vertebra lombare, da un trauma causato da una caduta o dalla compressione del plesso nervoso lombare.

Nel caso in cui il mal di schiena sia originato da un'artrite, esso si presenta in modo molto intenso, soprattutto nelle prime ore della giornata. Se, invece, il dolore coinvolge anche un fianco, è bene verificare l'esistenza di un'ernia o di una protrusione discale che potrebbero aver indotto una compressione sui nervi spinali. Per alleviare il dolore si può portare in avanti il busto. In alcuni casi, infine, la lombalgia può essere accompagnata da un dolore ai glutei e alle gambe, a maggior ragione dopo che si è rimasti per lungo tempo in posizione eretta, o in seguito a una camminata più o meno lunga.

Nel caso della lombalgia acuta, il trattamento previsto include il ricorso a misure conservative, con l'assunzione di farmaci per il dolore: quando è possibile, è consigliato continuare a svolgere le consuete attività quotidiane. La somministrazione dei medicinali deve avvenire solo per il periodo in cui si manifesta la sintomatologia medica, ovviamente sempre con la supervisione del proprio medico: da preferire è il paracetamolo. Nel caso in cui i trattamenti conservativi non siano in grado di garantire i risultati auspicati, si può optare per gli oppioidi, tenendo presenti i loro effetti collaterali. Quando il dolore cronico diviene impossibile da sopportare, non è da escludere la strada che porta a un intervento chirurgico, suggerito anche per pazienti che soffrono di stenosi spinale.

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