Pubalgia

La Pubalgia: sintomi, cause e rimedi

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La pubalgia è una condizione patologica che si manifesta con un dolore che colpisce la zona pubica, inguinale o l’interno della coscia. Se ne sente spesso parlare in ambito sportivo ma la pubalgia può colpire anche soggetti che non praticano attività fisica intensa e frequente. Basta il classico movimento “sbagliato” per innescare dolori acuti nell’area pubica o nella piega inguinale. Ma come fare a capire se si tratta di pubalgia? Vediamo subito i sintomi più comuni e le migliori cure per alleviare il dolore e tornare alla normalità.

Pubalgia: che cos’è?

Già dal termine si può comprendere di cosa si tratta: pubalgia, algia al pube ossia dolore nella zona pubica. Il dolore che si presenta con un diverso grado di intensità e frequenza è dovuto ad un’infiammazione dei muscoli dell’area interessata tra cui i muscoli adduttori della coscia ed il retto addominale. Esistono tre diverse tipologie di pubalgia:

  • tendinopatia inserzionale nota anche come malattia degli adduttori causata da microtraumi ripetuti dei muscoli adduttori della coscia e dei muscoli addominali che danno origine all’infiammazione locale e al dolore;
  • sindrome sifisiaria: causata da microtraumi dei muscoli adduttori che non agendo in modo bilanciato durante i movimenti provocano una disfunzione a carico della sinfisi pubica che comporta l’instabilità del bacino. Tale sindrome si verifica principalmente durante la fase dello sviluppo (sinfisi più debole) e in gravidanza. In questo caso la disfunzione della sinfisi pubica si verifica dal 6° mese a causa del peso del nascituro che grava sul bacino e della distensione addominale.
  • sindrome della guaina del retto femorale: causata da una forte tensione dei muscoli addominali che può generare uno stiramento o la compressione del nervo perforante che dà origine al dolore. 

Quali sono i sintomi più comuni della pubalgia?

Il sintomo principale è il dolore che si acutizza dopo il movimento. Nei casi più gravi il dolore compare già al risveglio e la sua intensità è tale da essere invalidante e compromettere anche le attività più semplici come vestirsi, camminare o salire le scale. Il dolore oltre che nella zona inguinale può estendersi ed interessare i muscoli adduttori, addominali e talvolta anche il perineo e gli organi genitali.

Quali sono le cause?

Ad oggi sono state evidenziate ben 72 possibili cause di pubalgia. Queste che seguono sono le principali:

  • traumi pregressi del bacino, della gamba e del piede
  • patologie a carico del piede e della schiena
  • dismetria e artrosi degli arti inferiori
  • disfunzione dei muscoli adduttori della coscia e dei muscoli addominali
  • sovraccarico muscolare dovuto a disturbi posturali
  • gravidanza
  • disfunzioni uro-genitali
  • malocclusione dentale
  • calzature non adeguate che possono comportare delle alterazioni nel modo di camminare causando stiramenti muscolari e dunque infiammazione locale e sintomo algico


Rimedi e cure per la pubalgia

Prima di fornire indicazioni in merito ai rimedi e ai trattamenti per guarire dalla pubalgia è necessario fare una premessa. La prima cosa da fare in caso se avverti i sintomi prima indicati è contattare il tuo medico curante che nel caso potrebbe prescrivere una visita specialistica (ortopedica o fisiatrica).

Rimedi naturali per la pubalgia

Il ghiaccio ed elementi naturali sono i migliori alleati per alleviare il sintomo algico. Si consiglia di applicare impacchi di ghiaccio 3 volte per almeno 15 minuti. Molto utili per ridurre il dolore sono poi le pomate a base di arnica, zenzero e curcuma tutte sostanze naturali con proprietà anti-infiammatorie.

Trattamenti fisioterapici e riabilitazione

Oltre al riposo per guarire completamente dalla pubalgia ed evitare fastidiose recidive è consigliabile richiedere la consulenza di un buon fisioterapista. Il percorso terapeutico prevede solitamente in due fasi. Nella prima si lavora sulla riduzione del dolore e dell’infiammazione e ci si avvale di tecniche e strumentazioni all’avanguardia.

I trattamenti più efficaci sono: massoterapia, tecarterapia, laserterapia, ultrasuoni, tens (stimolazione elettrica nervosa transcutanea) ed onde d’urto. Nella seconda fase il fisioterapista elabora un percorso riabilitativo personalizzato che mira a rieducare i muscoli interessati dalla pubalgia. Scopo che si ottiene mediante la terapia manuale, gli esercizi di stretching e rinforzo muscolare e la rieducazione posturale.

 

articolo scritto dalla Redazione

Flavia Improta

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